giovedì 23 giugno 2016

La guerra civile spagnola, fu combattuta dal luglio 1936 all'aprile 1939 fra i nazionalisti noti come Nacionales ed i Republicanos, guidato dal Fronte Popolare di ispirazione marxista.
Le forze straniere in campo
Fronte poopolare
Brigate internazionali: complessivamente 39.000 volontari e 10.000 infermieri e sanitari, in particolare francesi (circa 9.000), tedeschi (circa 5.000), italiani (3.500), statunitensi (2.800), britannici (2.000), canadesi (1.000), jugoslavi (1.000) e cubani (800). Quando furono sciolte, nell'ottobre 1938, ammontavano a 13 mila uomini.
Unione Sovietica: circa 3.000 uomini tra volontari (500), piloti e istruttori militari. Dopo un iniziale disimpegno, la nomenclatura sovietica si decise ad appoggiare la Repubblica spagnola, col preciso obiettivo, in caso di vittoria, di creare un'isola bolscevica a cavallo fra il Mediterraneo e l'Atlantico. Tuttavia una Spagna fedele a Mosca era non solo un cambio di politica, che vedeva l'Unione Sovietica accantonare la teoria del "socialismo in un solo paese", ma poneva problemi eminentemente pratici: primo fra tutti la conquista del potere assoluto da parte del partito comunista spagnolo, a danno delle altre numerose formazioni di sinistra, socialisti, repubblicani, anarchici, sospetti trotzkyisti, internazionalisti, visti da Stalin come un pericolo al pari dei ribelli nazionalisti. Una volta presa la decisione l'intervento sovietico, anch'esso mascherato e non ufficiale, si concretizzò nell'invio di istruttori ed esperti militari, di un discreto numero di piloti, e di una quantità di materiale bellico seconda solo a quella inviata dall'Italia a favore dei golpisti. Il materiale bellico sovietico rialzò temporaneamente le sorti della Repubblica, con i carri armati T-26, i bombardieri Tupolev SB2, i caccia I-15 e I-16.
Polonia: Fornì 5.000 volontari organizzati nella "brigata Jarosław Dąbrowski". Il governo polacco, convinto della necessità di danneggiare il nemico tedesco, fu il secondo maggior fornitore di armi alla Repubblica spagnola, dopo l'URSS.
Messico: Il governo messicano diede un contributo di 300 uomini. Inoltre appoggiò la Repubblica spagnola provvedendo alla raccolta di fondi e all'invio di armi e aerei. In Messico troveranno rifugio molti profughi dopo la sconfitta repubblicana.
Francia: la causa della Repubblica spagnola ebbe subito la simpatia della Francia, il cui governo era allora marcatamente di sinistra (Fronte Popolare). L'aiuto fornito dai francesi, seppur non direttamente e in via ufficiale, fu prezioso per la repubblica, soprattutto nelle fasi iniziali del conflitto. Dalle frontiere aperte della Francia transitarono armi ed equipaggiamenti, tra cui numerosi aeroplani che furono una vera manna per l'Aviación Militar, che nel 1936 poteva contare solo su antiquati apparecchi, tra cui i caccia Hispano Nieuport Ni-52. Bombardieri e caccia venduti in via privata dalle industrie nazionali francesi diedero un po' di ossigeno agli aviatori repubblicani. Moltissimi volontari che confluirono nelle Brigate Internazionali arriveranno in Spagna dalla frontiera francese, come pure moltissimi profughi spagnoli troveranno scampo grazie all'ospitalità della Francia. Secondo quanto stabilito in linea di massima dalla comunità internazionale, la Francia rimase però ufficialmente estranea al conflitto, e benché importante, il suo aiuto non si rivelò sufficientemente incisivo per la causa repubblicana.

Nazionalisti
Italia: La propaganda fascista dipinse la guerra come una "crociata anti-bolscevica" per la civiltà europea e per la civiltà cristiana contro la "barbarie dei rossi", rappresentati dalle forze repubblicane e la cui sconfitta rinforzò, sia sul piano nazionale che internazionale, la posizione del Duce che aveva inviato 60.000 uomini del Corpo Truppe Volontarie. Il governo italiano inizialmente seguiva con moderato interesse le vicende di politica interna spagnola. Dei fondi segreti erano stanziati ogni anno per finanziare formazioni fasciste o vicine al fascismo, la più importante delle quali, per vicinanza di ideali, era la Falange di José Antonio Primo de Rivera. Il pronunciamento militare vide l'immediato intervento italiano a favore dei ribelli, incominciato con l'invio di aerei da bombardamento Savoia-Marchetti S.M.81 e con la partecipazione, nell'agosto 1936, di volontari fascisti - guidati dallo squadrista bolognese Arconovaldo Bonaccorsi - alla difesa dell'isola di Maiorca, occupata dai nazionalisti ma invasa da forze fedeli alla Repubblica comandate da Alberto Bayo. L'intervento militare italiano non fu ufficiale, ma basato su basi volontarie, in ottemperanza alle decisioni non interventiste della comunità internazionale, e con un massiccio invio di mezzi militari e logistici. La sola entità del Corpo Truppe Volontarie era pari ad un grosso Corpo d'armata, costituita da truppe regolari italiane. Dal punto di vista delle forze aeree l'Italia fornì circa 750 velivoli di tutti i tipi, lasciandone molti alle nuove forze aeree spagnole al termine del conflitto. Il contributo degli aerei italiani, e dei numerosissimi equipaggi addestrati che fecero parte prima della componente aerea del Tercio, e diedero poi vita all'Aviazione Legionaria, fu fondamentale per la supremazia aerea nazionalista. L'Italia intervenne, sempre indirettamente, con dispiegamenti di forze navali corsare, che attaccarono navi repubblicane e di paesi terzi, arrivrndo a bombardare nottetempo le coste catalane e la città di Barcellona. Le proteste delle altre potenze indussero tuttavia a interrompere una vera e propria guerra navale non dichiarata. La guerra civile spagnola risucchiò risorse ingenti e preziose per l'Italia, fatto che pesò sull'entrata in guerra contro Gran Bretagna e Francia poco più di un anno dopo la fine delle operazioni in Spagna.
Germania: 20.000 uomini, tra cui la Legione Condor. L'intervento della Germania nazionalsocialista fu più limitato nelle cifre, ma decisamente meglio pianificato di quello italiano, ed estremamente più efficace per gli obiettivi tedeschi, che fondamentalmente erano quelli di sperimentare i nuovi armamenti in vista del confronto con le potenze occidentali e con l'URSS. Tristemente celebre, e immortalata dal capolavoro di Pablo Picasso, è il bombardamento effettuato dai Dornier Do 17 sulla cittadina basca di Guernica, primo esempio di un attacco diretto indiscriminatamente contro la popolazione civile. Nel corso delle operazioni i tedeschi (inquadrati nella Legione Condor) sperimentarono nuove tecniche di attacco aereo, affinarono il bombardamento in picchiata collaudando iJunkers Ju 87 che di lì a pochi anni saranno usati in Polonia, Norvegia, Olanda e Francia. Le forniture militari agli spagnoli non mancarono, ma le armi migliori rimasero sempre sotto diretto controllo tedesco.
Portogallo: circa 8.000 volontari chiamati Viriatos. Il regime dittatoriale del presidente Salazar manifestò subito le proprie simpatie per i ribelli spagnoli, fornendo importanti aiuti in uomini, mezzi e finanziamenti.
Romania: una legione di volontari della Guardia di Ferro, al comando di Ion Moţa, che cadde in combattimento.
Irlanda: circa 700 volontari fascisti delle Blueshirts.
Legione straniera spagnola: 5.000 soldati del Tercio di stanza nel Marocco spagnolo. Queste truppe in gran parte ispaniche, furono le prime a sollevarsi contro la Repubblica.
Volontari internazionali: 2.000 circa, tra cui 500 francesi della compagnia Jeanne D'Arc, 1.000 provenienti da Guinea spagnola, Norvegia, Brasile, Belgio, Gran Bretagna e Grecia, e una legione di russi bianchi.
AVANZAMENTO NAZIONALISTA DAL SETTEMBRE 1936 AL NOVEMBRE 1938


Matias Montero
(Madrid 28 giugno 1913-Madrid 9 febbraio 1934)

Era un membro studente di medicina della Falange spagnola e fondatore della Union University spagnola , assassinato a Madrid da un militante di sinistra durante la II Repubblica spagnola.
Montero, ventenne, era in via di Juan Alvarez Mendizabal  vicino alla sua casa in via Marques Urquijo, dopo aver salutato  altri falangisti con cui stava vendendo il  giornale dell'organizzazione, FE ,  è stato avvicinato da due persone che lo hanno colpito alla schiena. Uno dei sospetti è stato arrestato mentre ancora portando l'arma del delitto,  Tortajada Francisco Tello , membro della Gioventù Socialista .
Francisco Tello, l'operaio socialista è stato condannato per il delitto.
A Montero sono stati fatti diversi tributi dopo la sua morte, portandola ad esempio per i falangisti.
Già durante la guerra civile il 5 febbraio 1938, il Ministero della Pubblica Istruzione Nazionale, Pedro Sainz Rodriguez, ha dichiarato  giorno festivo nelle scuole del Paese,  il 9 febbraio di ogni anno, data della sua morte, chiamato "Student Day Caduti". La vacanza è inclusa nel calendario scolastico. La data è diventato una delle rivendicazioni principali della Falange , e ha continuato ad esserlo anche  dopo la sua morte, arrivando fino a  oggi .


PRIMO DE RIVERA AL FUNERALE
LA TOMBA 



COMMEMORAZIONE

Onésimo Redondo Ortega
(Quintanilla de Onésimo, 16 febbraio 1905 – Labajos, 24 luglio 1936)
Dirigente nazionalsindacalista spagnolo, uno dei fondatori delle Juntas de Ofensiva Nacional-Sindicalista (JONS) ed esponente della Falange Española de las Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista.
Nato da una famiglia di piccoli proprietari terrieri, studiò presso il collegio Nuestra Señora de Lourdes. Laureatosi in Legge all'Università di Salamanca, insegnò per un anno all'Università di Mannheim (1927), dove venne a contatto con il nazionalsocialismo.
Tornato in Spagna nel 1928, guidò a Valladolid il Sindicato de Cultivadores de Remolacha de Castilla la Vieja, sindacato dei coltivatori di barbabietole castigliano.
In questo periodo conobbe anche Mercedes Sanz-Bachiller Izquierdo, con la quale si sposò il 12 febbraio 1931.
Militò nell'Azione cattolica, dalla quale si staccò a causa della sua alleanza con i liberali. Cattolico e monarchico, rappresentava una delle correnti del fascismo spagnolo, con il ruolo centrale delle campagne e la figura del cittadino-agricoltore, la priorità dell'interesse nazionale e comunitario sull'individualismo e l'irredentismo spagnolo, con la rivendicazione di Gibilterra, Tangeri, Marocco e Algeria.
Fortemente antisemita, tradusse e pubblicò in spagnolo "I Protocolli dei saggi di Sion".
Fondò le Juntas Castellanas de Actuación Hispánica (JCAH) ed il giornale Libertad. Nel dicembre del 1931 fuse il proprio movimento con le Juntas de Ofensiva Nacional-Sindicalista (JONS) di Ramiro Ledesma Ramos, con cui condivideva le aspirazioni imperiali e la totalitarizzazione dello Stato sulle basi del corporativismo, della socializzazione delle imprese e dei mezzi di produzione e del sindacalismo nazionale.Andò quindi a confluire nella Falange Española y de las JONS nel 1934, con l'unione con la Falange di José Antonio Primo de Rivera.
Fu arrestato il 19 marzo del 1936: rimanendo in contatto con José Antonio Primo de Rivera durante la prigionia, venne liberato il 25 giugno dal carcere di Ávila dai nazionalisti, dopo l'inizio della Guerra Civile. In seguito organizzò la milizia della Falange a Valladolid e combatté sulle montagne Guadamarra, dove morì in battaglia il 24 luglio.
Il franchismo lo elevò subito al rango di eroe, come uno dei Martiri della Crociata, costruendo un monumento per lui a Labajos (luogo della morte) ed uno al Cerro de San Cristóbal de Valladolid, dove i militanti dei movimenti falangisti tutt'oggi sono usi portare fiori.

Monumento a Onésimo Redondo sulla cima del Cerro de San Cristóbal (Valladolid)




Julio Ruiz de Alda Miqueleiz
( Estella , Navarra , 7 ottobre del 1897 - Madrid , 23 agosto del 1936 )
E’ stato un pioniere nel settore dell'aviazione e co-fondatore della Falange, figlio di Francisca Ruiz de Alda e Miqueleiz.  A quindici anni entrò all'Accademia militare di Artiglieria di Segovia 
Dopo l' Accademia  viene assegnato al  Reggimento di montagna con sede a Vitoria  e destinato durante la guerra  al reggimento misto con sede a Tetouan. Prende il brevetto di pilota all’ Air Scuola Getafe. 
Poco dopo aver fatto la grande impresa di attraversare l'Oceano Atlantico meridionale in idrovolante Plus Ultra , con Ramon Franco , e il meccanico Duran e la Rad, affronta un viaggio di oltre 10.000 km da Palos de la Frontera (Huelva) e Buenos Aires . Per questa impresa, ha ricevuto la Medaglia di volo ed è stato nominato Gentiluomo di camera di esercizio di re Alfonso XIII e membro del Consiglio Aviation. 
Partecipa in qualità di relatore al Congresso Internazionale Transatlantico Aviatori, tenutosi a Roma, dove  riceve dalle mani di Benito Mussolini il Cavalierato di San Gregorio Magno.
Nel 1931 insieme a Josè Primo de Rivera è stato uno dei fondatori della Falange.
Il 18 luglio 1936 fu imprigionato nel Carcel Modelo di Madrid , dove viene fucilato il 23 agosto, nel cortile della prigione durante le prime settimane della guerra civile spagnola. Morì maledicendo i loro carnefici.





Albiñana José María Sanz
( Enguera , 13 ottobre del 1883 - Madrid , 23 agosto del 1936 )
Medico, specialista in malattie nervose e mentali e in Giurisprudenza e Filosofia, oltre a scrittore, ha fondato insieme a Manuel Delgado Barreto il partito nazionalista spagnolo. Sponsor di associazioni tra gli studenti, è stato uno dei piloti di Valencia School Union, fondata nel 1903, società di cui è stato segretario e poi presidente.
Accademico della Reale Accademia di Medicina dove è stato premiato per il suo lavoro sul concetto di filosofia medica e il suo valore nello sviluppo della medicina.
Ha fondato il giornale La Salute civile per rivendicare i diritti dei professionisti medici.
Nel 1920, senza successo, ha contestato alla cattedra di Storia della Medicina presso l'Università Complutense. Quando considera ingiusto il risultato si discosta dalla vita universitaria.
Continua la sua attività a Città del Messico, dove ha stabilito la sua clinica "Sol Levante". 
Viene eletto a Burgos nelle elezioni generali 1933 e di nuovo nelle elezioni del 1936..
I suoi numerosi discorsi in Parlamento focalizzati sia sui problemi specifici del proprio collegio elettorale, come strade, telefoni, mercato del grano, la salute, ecc. .
Dopo l'inizio della guerra civile spagnola è stato arrestato dalle autorità repubblicane e incarcerato.
Il 23 agosto del 1936, una folla tempesta prende d'assalto la prigione. Le guardie carcerarie sono s sopraffatte dalla situazione, mentre molti miliziani anarchici e alcuni comunisti sparato a numerosi detenuti, compreso Albiñana e altri come il falangista Ruiz de Alda e il liberale repubblicano Melquiades Alvarez






Jose Ruiz de la Hermosa
ucciso a Coldstream ( Ciudad Real ) il 2 novembre del 1933 .
E' considerato il primo caduto falangista perchè partecipò  riunione di fondazione della Falange. Pugnalato  a Coldstream ( Ciudad Real ), sua città natale, da militanti socialisti, 
Quando il suo corpo esanime  giaceva sul pavimento,la folla che aveva assistito all' aggressione infierì sul suo corpo fino a quando è stato portato all'ospedale di Emergency, dove morirà all'arrivo
Una delle scuole medie superiori della sua città natale portava il suo nome fino ai primi anni 90

Manuel Garcia Minguez
ucciso ilo 30 aprile 1935 a Aznalcollar (Siviglia)
I falangisti  vengono attaccati da esponenti della sinistra. C'è una lotta più di due ore in cui viene colpito il falangista Manuel Garcia Minguez, che è  picchiato, accoltellato e ucciso da militanti di sinistra. 
Il corpo di Manuel Garcia Minguez viene  portato al cimitero nel camion della spazzatura del villaggio, dove il cadavere fu gettato in una  fossa, e per spregio  ballato un tango da una donna sulla terra che copriva la buca

Juan Cuellar
ucciso a Madrid il 10 giugno 1934
Studente 18, figlio dell'ispettore della ricerca e monitoraggio Luis Cuellar Montánchez, di stanza al Palace Station.
Un gruppo di giovani socialisti stanno cantando "L'Internazionale". Nelle vicinanze si trova un gruppo di 4 o 5 giovani falangista che vengono costretti a cantare anche internazionale. Si rifiutano. Si avventano allora  sul giovane studente di 17 anni Juan Cuellar che selvaggiamente picchiano, ballando intorno al suo corpo, tra loro anche il comunista Juanita Rico che urinare sul suo corpo morente. Juan Cuellar  aveva due ferite da proiettile nel fianco e due pugnalata.
Il corpo era tale che il padre non era in grado di riconoscerlo.

La Valle de los Caídos 
E' una basilica sotterranea fatta costruire tra il 1940 ed il 1958  dal governo spagnolo nella valle della Sierra de Guadarrama, per onorare tutti i morti, sia repubblicani che falangisti, caduti durante la guerra civile. 
Le salme di 33.872 caduti trovano sepoltura all'interno della basilica (vi si trovano anche quelle dei volontari italiani, sia fascisti che antifascisti, oltre che quella del fondatore della Falange Antonio Primo de Rivera). Con la costruzione di questo monumento, il governo spagnolo tentò di dimostrare una volontà politica di pacificazione nazionale, onorando tutti i caduti, da qualunque parte essi avessero combattuto.



 23 AGOSTO 1936
LA STRAGE  NEL "CARCERE MODELLO" MADRID 
FOTOGRAFIA APPARSA SUL GIORNALE "AHORA"  DEL 23 AGOSTO 1936

Il  23 agosto 1936,  militanti del Fronte Popolare, approfittando di un incendio scoppiato all' interno, diedero  l’ assalto al Carcere Modello di Madrid, dove vi erano rinchiusi molti preti, oppositori cattolici e falangisti, compiendo una strage.
Fotografie di  alcune delle vittime 
DON MELQUIADES ALVAREZ-DON RAMON ALVAREZ VADES-DON JULIO RUIZ DE ALDA
DON IGNACIO JEMEZ MARTINEZ-DON JOSE MARIA ALBIANIA-DON FERNANDO PRIMO DE RIVERA
GENERAL CAPAZ-CONDE DE SANTA ENGRACIA-DON MANUEL RICO AVELLO'